Raccomandazione 161 (2005) 1 sugli enti locali e regionali e le fonti di energie rinnovabili

Il Congresso,

1. Avendo esaminato:

a. il rapporto sugli enti locali e regionali e le fonti di energie rinnovabili, presentato dalla Sig.ra Ute Koczy (Germania, R) a nome della Commissione dello sviluppo sostenibile;

b. la Convenzione-quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottata il 9 maggio 1992 e il Protocollo di Kyoto, adottato l’11 dicembre 1997;

c. il Libro Bianco della Commissione europea per una strategia e un Piano d’azione comunitari sul tema “Energia per il futuro: le fonti di energie rinnovabili” (COM (1997) 599);

d. la decisione n° 646/2000/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 febbraio 2000, che adotta un programma pluriennale di promozione delle fonti di energie rinnovabili;

e. la Direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 settembre 2001 sulla promozione dell’elettricità prodotta a partire da fonti di energia rinnovabili sul mercato interno dell’elettricità;

f. la Direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2002 sull’efficienza energetica degli edifici e la sua applicazione nella Renania del Nord-Vestfalia (Germania), con l’adozione della "Carta energetica" per i proprietari di beni immobili privati, a decorrere dal gennaio 2006;

g. i testi precedenti adottati dal Congresso sulle questioni energetiche, tra cui la Raccomandazione 106 (2002) e la Risoluzione 127 (2002) sullo sviluppo sostenibile e la liberalizzazione del mercato energetico;

2. Considerando che:

a. la produzione di energia è una questione fondamentale per lo sviluppo sostenibile, poiché rappresenta non solo un fattore essenziale per il benessere economico e sociale, ma anche una seria minaccia per l’ambiente e il clima mondiali;

b. le attuali strutture urbane mondiali sono basate sull’approvvigionamento di combustibile fossile. Tale dipendenza nei confronti di risorse limitate comporta rischi importanti per le nostre città e regioni, dal momento che un eccessivo uso di tali combustibili ha degli impatti sui cambiamenti climatici e minaccia seriamente l’ambiente urbano e la vivibilità delle città;

c. i governi nazionali – mediante la creazione, il finanziamento e lo sfruttamento di centrali elettriche, mediante sovvenzioni per la costruzione di strade e di autostrade e imposte e sovvenzioni a favore dei combustibili fossili- hanno notevolmente influenzato le nostre infrastrutture energetiche;

d. malgrado il ruolo significativo svolto dagli enti locali nel determinare la scelta dei sistemi energetici, questi ultimi sono stati studiati da enti nazionali e internazionali, che hanno privilegiato le energie fossili e sono lungi dall’avere fatto tutto il necessario per promuovere l’utilizzo di energie derivate da combustibili rinnovabili;

e. nell’erogare la maggior parte delle loro risorse per il finanziamento di progetti energetici centralizzati, le agenzie donatrici internazionali e le istituzioni finanziarie multilaterali hanno inoltre contribuito notevolmente a determinare i nostri sistemi energetici;

f. per quanto gli enti locali e regionali siano in grado da soli di agire in maniera incisiva, in molti settori hanno bisogno dei governi nazionali, delle istituzioni internazionali e del settore privato per rafforzare un ambiente in cui possano diffondersi e prosperare le energie rinnovabili;

3. Preoccupato dai numerosi ostacoli che devono superare gli enti locali e regionali nel tentare di promuovere o di acquistare delle energie rinnovabili, e in particolare dai seguenti problemi:

a. sovvenzioni per i combustibili concorrenti: importanti sovvenzioni accordate dai governi nazionali ai combustibili fossili possono costituire uno svantaggio concorrenziale per le energie rinnovabili. La riduzione delle sovvenzioni permanenti migliorerebbe la competitività per le nuove energie rinnovabili e per le tecnologie energetiche efficaci, con l’ulteriore vantaggio di migliorare il funzionamento del mercato e di diminuire notevolmente l’onere per le finanze pubbliche;

b. costi iniziali elevati per gli impianti: le energie rinnovabili richiedono generalmente degli investimenti maggiori a pari capacità. A seconda dei casi, i mercati finanziari possono richiedere dei tassi maggiorati per i prestiti destinati a finanziare progetti relativi a energie rinnovabili, poiché devono accettare di correre un rischio per un importo più importante di capitali, rispetto a progetti riguardanti le energie convenzionali;

c. mancato accesso al credito: talvolta si verifica il fatto che gli enti locali e regionali e i loro cittadini non possano ottenere un credito per investire nelle energie rinnovabili e per acquistarle, poiché dispongono di scarse garanzie o di poca capacità di indebitamento, o a causa della distorsione dei mercati finanziari;

d. fondi insufficienti stanziati per la ricerca e lo sviluppo: i finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo stanziati nei bilanci dei governi nazionali e degli enti donatori internazionali devono essere in parte destinati al settore delle energie rinnovabili, per ottenere le tecnologie non inquinanti più avanzate destinate a produrre energie rinnovabili;

e. incertezze e rischi in materia di risultati tecnologici: delle tecnologie di dimostrata validità e con un buon rapporto costo-efficacia possono continuare ad essere considerate rischiose dai decisori e dal pubblico, se sono state poco sperimentate in una nuova applicazione o in una nuova regione;

f. informazioni insufficienti e necessità di migliorare il know-how: mentre numerosi enti locali e regionali hanno già adottato le energie rinnovabili, altri hanno ancora bisogno di un aiuto per ottenere un contesto politico che consenta l’introduzione e la diffusione di tecnologie per la produzione di energie rinnovabili. Ci sono poi degli enti locali e regionali in cui si può disporre di un contesto politico adeguato, ma manca il personale qualificato in grado di garantire l’installazione, l’esercizio e la manutenzione delle tecnologie produttrici di energie rinnovabili;

4. Convinto che:

a. per ottenere dei sistemi energetici puliti e sostenibili siano necessari dei cambiamenti, che devono essere introdotti a tutti i livelli amministrativi, con la cooperazione delle istanze internazionali e la partecipazione del settore privato e dei singoli cittadini. Tali attori devono collaborare per fare evolvere le strutture e le modalità di distribuzione dell’energia, nonché la domanda relativa all’energia, e per sfruttare le nuove fonti di energia;

b. gli impegni e le politiche locali e regionali non possano ottenere risultati positivi, se non viene garantita e rafforzata la capacità d’azione effettiva degli enti locali e regionali. In modo particolare, gli enti locali e regionali devono disporre di poteri adeguati, di risorse finanziarie sostenibili e di personale qualificato e sufficiente, in modo da poter sfruttare appieno le varie opzioni offerte per accrescere la quantità delle energie rinnovabili e permettere ai cittadini di ottenere un’energia pulita;

5. Raccomanda al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa di invitare i governi degli stati membri a:

a. assumere impegni risoluti e visibili per degli obiettivi ambiziosi, dei programmi d’azione globali e dei meccanismi di monitoraggio efficaci in materia di energie rinnovabili;

b. stabilire delle norme nazionali per facilitare la produzione di energie rinnovabili, per esempio regolamentando la produzione di energia e fissando dei limiti in materia di inquinamento e di emissioni generate dalle centrali elettriche, indipendentemente dal tipo di combustibile utilizzato;

c. stabilire delle condizioni favorevoli a un’azione efficace, in particolare creando dei quadri giuridici che garantiscano la trasparenza dei mercati energetici per quanto riguarda le miscele di combustibili e i sistemi di determinazione dei prezzi;

d. iniziare un processo di riforma delle politiche, eliminando i sussidi per i combustibili fossili e abolendo le imposte che rappresentano degli ostacoli per le nuove tecnologie non inquinanti. Tali riforme sono necessarie a tutti i livelli di governo e presso le istanze multilaterali;

e. offrire ai consumatori la possibilità di scegliere un’energia pulita ristrutturando i mercati dell’elettricità o fissando nuove norme per la sua produzione, in modo che possano selezionare o una fonte di energia non inquinante, o il loro fornitore di energia. Tutti i consumatori devono disporre dell’informazione relativa alle condizioni dei contratti, ai costi, alle fonti di produzione e alle caratteristiche di emissione dell’energia proposta;

f. rafforzare le istituzioni pubbliche esistenti, affinché possano svolgere un ruolo significativo nello sforzo comune di fornire a tutti dei servizi energetici sostenibili;

g. coinvolgere gli enti locali e regionali nell’elaborazione e l’attuazione delle politiche energetiche, rafforzare il loro ruolo nella gestione delle infrastrutture, coordinare la pianificazione dell’utilizzo dei suoli e la politica energetica e fare partecipare i cittadini grazie ad azioni di sensibilizzazione e di partecipazione a livello locale;

h. utilizzare gli investimenti pubblici per sviluppare una produzione energetica rinnovabile decentralizzata e per istituire un’infrastruttura energetica accessibile e non inquinante;

i. creare nuove possibilità di finanziamento e assegnare i crediti esistenti agli enti locali e regionali perché possano far ricorso alle energie rinnovabili, in considerazione del ruolo rilevante che possono svolgere per facilitare e realizzare degli investimenti nel campo delle energie rinnovabili;

j. finanziare la ricerca e lo sviluppo per le energie rinnovabili, al fine di stimolare tecnologie non inquinanti e alla punta del progresso e la produzione di energie rinnovabili;

k. investire nei programmi di rafforzamento delle capacità (capacity building), per creare dei contesti favorevoli all’utilizzo di energie rinnovabili a tutti i livelli dell’amministrazione e della società civile, facilitando gli scambi di informazioni e il trasferimento di buone prassi.

1 Discussa e adottata dalla Commissione permanente del Congresso il 17 marzo 2005 (ved. Doc CG (11) 29, progetto di Raccomandazione presentato da U. Koczy (Germania, R, NI Rapporteur)).