Text Box: La lotta al terrorismo

La lotta al terrorismo

Punti essenziali

·         Il Consiglio d’Europa si adopera dal 1949 per promuovere i diritti umani, la preminenza del diritto e la democrazia pluralista ed è determinato a lottare contro il terrorismo, che costituisce una grave minaccia per questi tre valori fondamentali. A tal fine, ha designato un Coordinatore antiterrorismo, incaricato di predisporre le attività dell’Organizzazione in questo settore.

·         In quanto Organizzazione regionale, il Consiglio d’Europa si impegna a favorire l’attuazione delle Risoluzioni 1373 (2001) e 1624 (2005) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e della Strategia globale antiterrorismo delle Nazioni Unite, fornendo un forum di dialogo per l’analisi e l’adozione di norme e buone prassi regionali, oltre che assistenza agli Stati membri, per aiutarli a migliorare le loro capacità di lotta al terrorismo.

·         La nuova Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo è entrata in vigore il 1° giugno 2007.

·         Il « cyberterrorismo » nel corso di questi ultimi anni si è rivelato una seria minaccia, poiché numerosi aspetti essenziali della società contemporanea dipendono interamente dal buon funzionamento dei sistemi informativi e di internet.

Sintesi

Fin dagli anni ’70 il Consiglio d’Europa ha considerato la lotta contro il terrorismo come una delle sue priorità, ma ha intensificato gli sforzi nel 2001, a seguito degli attentati terroristici senza precedenti perpetrati negli Stati Uniti.

Le sue attività al riguardo poggiano su tre pietre angolari: il rafforzamento dell’azione giuridica contro il terrorismo, la salvaguardia dei valori fondamentali e la lotta contro le cause del terrorismo.

La presenza su internet di organizzazioni terroristiche che utilizzano i siti web per varie finalità, tra cui la diffusione di idee legate a determinate ideologie e attività, e come mezzo per favorire la radicalizzazione all’interno delle comunità cui è rivolta la loro propaganda, rappresenta una nuova sfida nella lotta al terrorismo.

Domande e risposte

Quali sono i principali strumenti del Consiglio d’Europa in materia di lotta al terrorismo ?

Il Consiglio d’Europa dispone di tre importanti Trattati internazionali per contrastare il terrorismo:

La Convenzione per la prevenzione del terrorismo

Il Consiglio d’Europa ha adottato questa Convenzione nel 2005, al fine di accrescere l’efficacia degli strumenti internazionali già esistenti in materia di lotta al terrorismo. Il testo, destinato a intensificare gli sforzi degli Stati membri per prevenire il terrorismo, indica due modalità di azione per il conseguimento di tali obiettivi:

-      qualificare come illeciti penali certi atti che potrebbero incitare a commettere reati terroristici, in particolare la pubblica istigazione, il reclutamento e l’addestramento a fini terroristici;

-      consolidare la cooperazione in materia di prevenzione, sia a livello nazionale (politiche nazionali di prevenzione), che internazionale (modifica degli accordi di estradizione e di mutua assistenza e di ogni altro mezzo esistente).

La Convenzione contiene una disposizione relativa alla protezione e al risarcimento delle vittime del terrorismo. Prevede un processo di consultazione per garantire un controllo efficace della sua effettiva applicazione.

La Convenzione europea riveduta per la repressione del terrorismo

La Convenzione mira a facilitare l’estradizione dei terroristi. Elenca i reati che le Parti contraenti si impegnano a non considerare come reati politici, né connessi a un reato politico, oppure ispirati da ragioni politiche, segnatamente gli atti di particolare gravità, quali il dirottamento di aerei, il rapimento, la presa di ostaggi o i sequestri di persona, l’utilizzo di bombe, granate, razzi, lettere o plichi contenenti esplosivi, ove il loro uso rappresenti un pericolo per le persone. L’elenco è stato allargato dal protocollo di emendamento alla Convenzione, destinato a includere tutti i reati contemplati dalle convenzioni delle Nazioni Unite contro il terrorismo. La Convenzione autorizza le Parti a non considerare come reato politico un reato comportante un atto di violenza contro la vita, l’integrità fisica o la libertà delle persone.

Prevede espressamente che nessuna disposizione della Convenzione debba essere interpretata in modo da imporre un obbligo di estradizione qualora la Parte richiesta abbia fondati motivi per ritenere che la domanda di estradizione sia stata formulata allo scopo di perseguire o punire una persona a causa della sua razza, religione, nazionalità o credo politico. Il protocollo di emendamento alla Convenzione aggiunge la possibilità di rifiutare l’estradizione verso un determinato paese, se la persona oggetto della domanda di estradizione rischia di essere condannata alla pena capitale, o di essere esposta a torture, o all’ergastolo, senza la possibilità di ottenere la libertà condizionale.

La Convenzione del Consiglio d’Europa sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo

Si tratta del primo trattato internazionale riguardante sia la prevenzione e il controllo del riciclaggio di denaro, che il finanziamento del terrorismo. Il testo è basato sul convincimento che il rapido accesso alle informazioni relative ai finanziamenti oppure alle risorse finanziarie delle organizzazioni criminali, e in particolare dei gruppi terroristici, sia essenziale per un’efficace applicazione delle misure preventive e repressive e rappresenti pertanto il modo migliore per ostacolarne le attività criminali.

La Convenzione prevede un meccanismo per garantire l’effettiva applicazione delle disposizioni da parte dei paesi firmatari.

Questi tre trattati sono adattati alle specificità dell’Europa, ma possono servire a stimolare iniziative e interventi a livello mondiale. Per esempio, la Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione del terrorismo, adottata nel maggio 2005, è stata seguita, nel settembre del 2005, dall’adozione della Risoluzione 1624 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Che cosa è il CODEXTER ?

Il Comitato di esperti sul terrorismo (CODEXTER) è un comitato intergovernativo, il cui compito principale è il coordinamento dell’azione del Consiglio d’Europa contro il terrorismo. Analizza e segue lo stato delle firme e delle ratifiche dei trattati qui sopra citati e ne incoraggia l’entrata in vigore.

Quali sono le principali realizzazioni del CODEXTER ?

Il CODEXTER ha elaborato la Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione del terrorismo, aperta alla firma in occasione del terzo Vertice dei Capi di Stato e di governo degli Stati membri del Consiglio d’Europa, a Varsavia, il 16 maggio 2005.

Questa Convenzione ha ispirato alcune misure antiterrorismo adottate a livello mondiale ed è stata definita da Martin Scheinin, Relatore speciale delle Nazioni Unite per la protezione dei diritti umani nella lotta al terrorismo (E/CN.4/2006/98, paragrafo 56 (c)) come una « sana reazione, rispettosa dei diritti umani ». Tale formulazione è stata ripresa nel Rapporto della Commissione antiterrorismo del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull’attuazione della Risoluzione 1624 (2005).

Il CODEXTER ha inoltre elaborato un certo numero di raccomandazioni in questo campo e sta preparando una serie di profili nazionali relativi alle capacità di lotta al terrorismo; si tratta di brevi relazioni sui mezzi giuridici e istituzionali di cui dispongono gli Stati membri del Consiglio d’Europa per combattere il terrorismo.

Il CODEXTER ha anche pubblicato alcune opere nella collana « Terrorismo e diritto» del Consiglio d’Europa:

-      Il Cyberterrorismo – l’utilizzo di Internet a fini terroristici (2008)

-      Sostegno e assistenza alle vittime (2a edizione) (2008)

-      La lotta al terrorismo – le norme del Consiglio d’Europa (4a edizione) (2007)

-      Terrorismo: Protezione dei testimoni e dei collaboratori di giustizia (2005)

-      Terrorismo: tecniche speciali di indagine (2005)

-      I diritti dell’uomo e la lotta al terrorismo – Le linee guida del Consiglio d’Europa (2005)

-      Apologia del terrorismo (2004)

Perché è importante lottare contro le situazioni propizie allo sviluppo del terrorismo e perché è soprattutto urgente farlo oggi?

2997 persone sono morte a New York e Washington nel settembre 2001; 50 a Istanbul nel novembre 2003; 191 a Madrid nel marzo 2004; oltre 330 a Beslan nel settembre 2004, e più di 50 a Londra nel luglio 2005, per non citare che alcuni esempi di attentati commessi in questi ultimi anni. Centinaia di altre persone sono state ferite in questi attentati, che hanno seminato panico e confusione in tutto il mondo.

Gli attacchi terroristici più gravi avvenuti sul continente europeo non sono stati commessi da nemici esterni, bensì da persone che vivevano, lavoravano e crescevano i loro figli in Europa. Per questa ragione, pur sforzandosi di intercettare e perseguire i terroristi e le loro reti, i governi devono inoltre prestare attenzione alle loro società e cercare di comprendere le motivazioni che spingono certi individui o gruppi a impegnarsi sulla via dell’estremismo e del terrorismo.

Nell’ambito della sua Strategia globale antiterrorismo (settembre 2006), l’ONU ha integrato tale questione nella Sezione 1 del suo Piano d’azione relativo alle misure da adottare per lottare contro le situazioni propizie allo sviluppo del terrorismo. Il Consiglio d’Europa, da parte sua, l’ha inserita nell’articolo 3 della propria Convenzione per la prevenzione del terrorismo.

Il Consiglio d’Europa non ha mai cessato di insistere sulla necessità di adottare un approccio multidisciplinare e globale nella lotta al terrorismo: come indicato più sopra, affrontare le cause del terrorismo resta la terza pietra angolare dell’Organizzazione e molti dei suoi comitati intergovernativi hanno inserito tra le loro attività la lotta al terrorismo.

Il cyberterrorismo: mito o realtà? Quali sono le misure preventive?

Lo sviluppo di Internet ha prodotto notevoli effetti benefici sulla società moderna, poiché ha rivoluzionato la diffusione delle idee e delle informazioni e la creazione di reti. Tale potenziale messo a disposizione dello scambio di informazioni e di comunicazioni può tuttavia essere distolto dal suo scopo, se viene utilizzato dalle organizzazioni terroristiche e dai loro membri.

Per affrontare queste nuove sfide, occorre in particolare dissuadere dal produrre materiale dal contenuto estremistico, promuovere l’auto-regolazione delle comunità on-line e cercare di trasmettere un discorso positivo per contrastare i messaggi dell’ideologia estremista.

In considerazione delle numerose difficoltà che incontrano gli organi incaricati dell’applicazione della legge e i procuratori nel corso delle indagini per perseguire e combattere l’uso di internet a fini terroristici, il Consiglio d’Europa si sforza di potenziare la cooperazione e di renderla più efficace, in particolare promuovendo attivamente i mezzi e le reti esistenti, nonché gli strumenti giuridici pertinenti destinati a favorire la cooperazione internazionale, incoraggiando un dialogo precoce tra responsabili di distinte giurisdizioni e l’attivo coinvolgimento degli esperti tecnici.

Per quanto le organizzazioni terroristiche si dimostrino determinate a lanciare cyber-attacchi contro i loro nemici, attualmente la loro capacità di provocare perturbazioni, guasti o distruzioni di grande portata appare limitata. È tuttavia probabile che riesca a rafforzarsi in futuro e pertanto la comunità internazionale deve continuare a sviluppare misure protettive e meccanismi per garantire la resistenza di fronte a tali attacchi.

In occasione di un convegno organizzato congiuntamente dal Consiglio d’Europa e dall’Organizzazione degli Stati americani (16-17 aprile, Spagna), è stato raccomandato agli Stati di istituire e sviluppare a livello nazionale un gruppo specializzato per la sicurezza informatica e la risposta agli incidenti (Computer Security Incident Response Team, CSIRT), che possa costituire un punto di scambio di informazioni sugli incidenti che possono colpire delle infrastrutture informative critiche e coordinare tra i partner colpiti le risposte destinate a fronteggiare il rischio e a trovare misure adeguate per mitigare gli effetti o reagire all’attacco. La natura transnazionale delle minacce della cybercriminalità richiede d’altronde l’esistenza di reti regionali e internazionali efficaci, in grado di facilitare la cooperazione e la condivisione di informazioni tra tali gruppi specializzati per la sicurezza informatica esistenti a livello nazionale. 

Per maggiori informazioni: www.coe.int/gmt.

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Aggiornamento: agosto 2009