Text Box: Adesione dell’Unione europea 
alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo

Adesione dell’Unione europea alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo

Domande e risposte

A che punto siamo?

Esiste un consenso generale sulla necessità e sull’importanza politica di un’adesione dell’Unione europea (Ue) alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU).

Il Trattato di Lisbona, adottato in occasione del vertice dell’Ue del 18-19 ottobre 2007 ed entrato in vigore il 1 dicembre 2009, contiene una disposizione che prevede l’adesione dell’Ue alla CEDU.

Il Protocollo n°14 alla CEDU ha reso possibile l’adesione dell’Ue. Le precise modalità di adesione, alcune delle quali potrebbero richiedere l’adozione di un protocollo di emendamento alla CEDU o di un trattato di adesione, dovranno essere approvate dall’insieme degli Stati membri del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea.

Perché è importante l’adesione dell’Ue alla CEDU?

L’adesione dell’Ue alla CEDU permetterà di rafforzare la protezione dei diritti umani in Europa, sottoponendo il sistema giuridico dell’Unione a un controllo esterno indipendente.

Qualsiasi cittadino europeo potrà introdurre un ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo direttamente contro l’Ue, in caso di violazione dei diritti garantiti dalla CEDU.

L’adesione dell’Ue alla CEDU è il miglior mezzo per garantire lo sviluppo armonico della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea e della Corte europea dei diritti dell’uomo.

L’UE sarà ugualmente vincolata dai protocolli addizionali alla CEDU, che prevedono diritti e libertà supplementari?

L’adesione dell’Ue alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo non significa che l’Ue sarà automaticamente vincolata dalle disposizioni dei suoi protocolli addizionali. Esistono attualmente sei protocolli addizionali, relativi a questioni quali il diritto di voto (Protocollo n° 1), l’abolizione della pena di morte (protocolli n° 6 e 13) e il divieto generale della discriminazione (Protocollo n° 12).

L’Ue dovrà decidere separatamente se aderire ad alcuni o all’insieme di tali protocolli, ma tali decisioni potranno essere prese dopo la sua adesione alla Convenzione.

Dopo l’adesione, quali saranno i rapporti tra la CEDU e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea?

I rapporti tra la CEDU e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (che fa parte del Trattato di Lisbona ed è basata sulla CEDU e sulla Carta sociale del Consiglio d’Europa) saranno analoghi a quelli esistenti oggi tra la CEDU e le norme contenute nelle costituzioni degli Stati membri Parti contraenti della CEDU, che possono, come spesso accade, andare oltre le norme minime stabilite da quest’ultima.

Dopo l’adesione, di quali vie di ricorso disporranno i cittadini?

Diventerà possibile per i singoli cittadini presentare direttamente un ricorso nei confronti dell’Ue dinanzi alla Corte di Strasburgo.

L’adesione dell’Ue alla CEDU non modificherà l’attuale sistema di diritto al ricorso giudiziario previsto dalla legislazione dell’Unione europea. La condizione preliminare per adire la Corte di Strasburgo sarà l’esaurimento di tutte le vie giurisdizionali interne. I ricorsi individuali nei confronti di atti dell’Unione europea dovranno essere distinti da quelli che contestano normative nazionali adottate in applicazione del diritto europeo.

Dopo l’adesione, l’Ue resterà libera di sviluppare il proprio ordinamento giuridico?

La CEDU contiene delle norme minimali. Le Parti contraenti della Convenzione restano libere di prevedere una protezione più ampia dei diritti dell’uomo e lo stesso vale per l’Ue.

Come avviene per qualsiasi altra Parte contraente della CEDU, spetterà all’Ue decidere quale sia la maniera più opportuna per conformarsi alle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo. Dopo l’adesione, la Corte di giustizia dell’Unione europea resterà l’autorità competente per l’interpretazione in ultima istanza del diritto dell’Ue.

Un giudice dell’Ue parteciperà ai lavori della Corte di Strasburgo?

La Corte di Strasburgo è attualmente composta da 47 giudici provenienti dai 47 Stati membri del Consiglio d’Europa. I giudici sono eletti dall’Assemblea parlamentare del Consiglio, sulla base di un elenco di tre candidati presentato da ogni Stato Parte contraente. Un giudice eletto per rappresentare l’Ue fornirebbe conoscenze supplementari alla Corte di Strasburgo per le questioni legate al sistema giuridico dell’Unione.

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